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Faccio il mio lavoro. Non sono un "magistrato inquirente". Ma descrivo "quello che succede a chi non può vederlo".
Sono una giornalista e muoio per questo. Sono Anna Stepanovna Politkovskaja.
(2006)
Ho perso le elezioni.
Mi dimetto.
Maledetti! Che siate tutti maledetti!
(2000)
A mio marito viene assegnato il Premio Nobel per la pace.
E' un grande privilegio.
Andrò a ritirarlo io: la Polonia ha ancora bisogno di lui.
(1983)
Una sera può capitare di ritrovarsi sotto la Mole. In una bellissima erboristeria che profuma di buono e sembra un luogo perfetto per mille magie.
Una sera può capitare di essere invitati a uno spettacolo, che forse è la presentazione di un libro, che forse è una trovata strana, che forse non si sa bene che cosa sia.
Una sera ci si ritrova in tanti. Molti più del previsto. Tutti ammassati tra tisane, zenzero, morbidi divani, piccole sedie e libri, libri, libri.

Io mi sono portata a casa questi due
Ieri sera mi è successo tutto questo e anche di più.
Sono andata a trovare Melissa, un'erborista dai capelli lunghi e bellissimi, che veste di volant e colori d'autunno, e sembra una bambola.
Sono andata ad ascoltare Davide e Davide, due librai che leggono, parlano, raccontano, ridono e ti fanno ridere.
Sono andata ad assistere a "Il libraio suona sempre due volte", uno spettacolo, un evento, un gioco in cui i libri, meno conosciuti ma più curiosi e meritevoli, vengono estratti dagli scaffali, vengono portati in viaggio, vengono raccontati-presentati-toccati-amati (e, se si vuole, acquistati) in luoghi insoliti.

Ieri sera è stata la volta di un'erboristeria ma la prossima potrebbe essere quella di un teatro, un cinema, un salotto, un giardino, un'astronave, eccetera eccetera.

Ieri sera ho respirato il profumo della cannella mischiato a quello della carta. E mi è piaciuto. Da morire.

Volete saperne di più?
Vi consiglio il sito ufficiale di quest'iniziativa: In viaggio con i libri.

Ora che ho scritto posso anche leggere.
A presto.
Mi ritiro.
Di nuovo.
(2012)
Lampedusa, 3 ottobre 2013

Amore mio,
mia adorata Chara,
mia bellissima giovane moglie.

Quando ti ho salutato hai messo le tue mani sul mio viso e hai appoggiato la tua fronte contro la mia.
"Tornerai a prendermi?" mi hai chiesto.
"Tornerò" ti ho giurato.

Chara, dolcissimo amore mio, penserai che non ho mantenuto la mia promessa. Penserai che sono un marito infedele. Penserai che non ti amo abbastanza.

No. Non pensarlo. Non pensarlo neanche per un attimo.

Ho freddo e il mare si chiude sopra di me.
Ho freddo e mi scalda solo il pensiero di saperti al sicuro. Di saperti viva.

Tornerò Chara, tornerò dopo che avrai vissuto una lunga vita felice.
Tornerò per camminare con te. Tornerò per accoglierti.

Tu perdonami. Perdonami per non essere stato abbastanza forte. Ma giuro che ci ho provato. Ci abbiamo provato tutti.

Vivi, Chara, vivi anche per me.
Ognuno ha una storia da raccontare.
Come la ragazza coi ricci e gli occhiali dorati.
"Sono felice e disperata", dice prima di un sorso di Berliner.
"Dovrei fare un viaggio", pensa ad alta voce.

"Sì, lo dovremmo fare", le risponde l'amico che le sta seduto accanto.


Ognuno ha una storia da raccontare.
Io racconto le mie e quelle degli altri.
Ascolto.
Ingoio.
E poi risputo fuori.

Vere o finte.
Mie o no.
Dalle orecchie alla mano.
Dallo stomaco alla tastiera.

Ognuno ha una storia da raccontare.
Mentre te la racconta, te ne fa dono.
Mentre l'ascolti, ringrazi per la fiducia.

Ognuno ha una storia da raccontare e una vita da vivere.
"Non colpevole".
Non ci crede nessuno ma vengo dichiarato "non colpevole".
(1995)
Ognuno ha una storia da raccontare.

Come la barista dalla caviglia tatuata.

Ti serve una rossa in bottiglia mentre dice di sua madre:
"La conosco appena. Mio padre invece si è spezzato la schiena per me".

Ma da solo non è mai riuscito a stare. Una fidanzata dopo l'altra. Una donna dopo l'altra.
"Alla fine mi sono stufata e me ne sono andata"

Un lavoro. Una mansarda. Una vita indipendente. A 15 anni.
A quell'età devi stare attenta. Ti devi difendere. Ti fai venire la scorza dura. Fuori e pure dentro.

"Ho fatto le cose per bene. Non è mica facile quando ci si trova da soli così piccoli. Sono già passati dieci anni e non ho mai combinato un casino. E non ho mai avuto bisogno di chiedere aiuto", dice accarezzandosi la pancia.

E' orgogliosa.
Di sé. Del bambino che attende. Della famiglia che si sta costruendo.
"Non è successo per caso. L'abbiamo voluto."

Ognuno ha una storia da raccontare.

Siamo rimasti solo in tre. Gli altri sono tutti dietro. 
Douglas e Ahmed scattano, ma questa è la mia giornata. 
Muscoli. Fiato. Testa. 
Un passo dopo l'altro. Sono leggero. Volo.
Questa è la mia medaglia.
(1988)
Ognuno ha una storia da raccontare.
Come l'uomo dalla cravatta gialla.
Ingoia piccoli sorsi di una bionda torbida e ad alta voce dice di suo padre: "Era bello come il sole! Ma io ho preso da mamma. Diciamo che sono simpatico. Un tipo"
Ride.

Il padre andò a comprare le sigarette. E sparì in una nuvola di fumo.
Sparì lasciando una moglie e tre figli.
Tre figli. Due femmine e un maschio.
"Da quando se ne è andato ho fatto sempre il mio dovere. Ho fatto l'uomo di casa."
Per quarant'anni si è caricato sulle spalle ogni responsabilità. Ha vissuto la vita che gli era stata assegnata, senza un dubbio, senza un ripensamento. Sapeva cosa c'era da fare e l'ha fatto.

"Le foto delle mie figlie", mostra orgoglioso. "Non sono bellissime?"

Per quanrat'anni ha fatto ciò che ci si aspettava da lui.
Poi, quando tutto era sistemato, quando tutte erano sistemate, ha aperto la porta e ha cominciato a camminare. Ha cominciato a vivere.

Non è scomparso in una nuvola di fumo. Non lo farebbe mai. Non potrebbe stare senza le sue donne.
"Le mie figlie hanno capito. Pure le mie sorelle. Persino mia madre. Mia moglie no"

"Frocio!" gli urlano da un tavolo.
Lui ride, paga da bere a tutto il locale e se ne va via con un inchino.

Ognuno ha una toria da raccontare.
Entro nel negozio di Hiroji. Cartelloni colorati annunciano una grande novità: si chiama Compact Disc.
(1982)
Paolo sparì. Bianca inciampò. L'Albero cadde. Il pubblico si assiepò all'uscita secondaria. L'attrice urlò di fronte all'immagine deturpata allo specchio. Il teatro bruciò dalle propria fondamenta.

Paolo scappò verso la periferia, lontano da Bianca che giaceva a terra, lontano dall'albero tagliato alla base, lontano dal pubblico che gridava, lontano dall'attrice e la sua disperazione, lontano dalle fiamme che divoravano arte e sogni.

Bianca si asciugò le ferite con un fazzoletto rubato a Paolo, si sedette sui resti dell'albero, salutò il pubblico in fuga, osservò compiaciuta il dolore della rivale, si specchiò nelle lingue di fuoco che salivano al cielo.

L'albero dormì il sonno del giusto sopra le assi del palcoscenico, guardò le suole di Paolo che si allontanavano, accolse il corpo di Bianca, non udì la disperazione della prima donna, volò in alto con la cenere.

Il fiammifero prese vita. Il fuoco crebbe e portò via tutto: scenografie con un'anima, incidenti di scena e fuggiaschi senza spina dorsale.

E fu la Corsa. E fu l'Urlo. E fu il Tonfo. E fu la Fine.

E fu il Sipario.
Applausi.
"Sometimes you want to go
where everybody knows your name,
and they're always glad you came:
you want to be where you can see,
our troubles are all the same;
you want to be where everybody knows your name"
(1982)
"Vattinni chista è terra maligna!
Fino a quando ci sei ti senti al centro del mondo, ti sembra che non cambia mai niente. Poi parti. Un anno due, e quanno torni è cambiato tutto: si rompe il filo. Non trovi chi volevi trovare. Le tue cose non ci sono più. Bisogna andare via per molto tempo, per moltssimi anni, per trovare, al ritorno, la tua gente, la terra unni si nato. Ma ora no, non è possibile. Ora tu sei più cieco di me."
(1988)
Guido lungo una strada spenta. Un quartiere spento. Una città spenta. Un'Italia spenta.
(2003)
Oggi rincorro quel topo maledetto per l'ultima volta.
(2005)
Con lo sguardo rivolto in alto controllo i danni.
11:42
La terra trema ancora.
Gli affreschi anche.
Un attimo che pare infinito. Il crollo. La polvere copre tutto. Anche me.
 
(1997)
Corro. 
Corro insieme ad altre 4199 persone.
(1977)
Marcio per la pace da Perugia ad Assisi.
(1978)
Assisto alla nascita della Fenice destinata a divenire Volpe di Fuoco.
(2002)
Viaggio da Parigi a Lione.
Inauguro il TGV.
(1981)
"Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili"
Oggi mi uccidono. Sono Rosario Livatino.
(1990)
"Our 'war on terror' begins with al-Qaeda, but it does not end there. It will not end until every terrorist group of global reach has been found, stopped and defeated."
(2001)
Finalmente mi ritrovano.
Sono rimasto solo, bloccato tra i ghiacci, per troppo tempo. 
5 millenni. Anno più, anno meno.
(1991)
La prima sera di bisboccia irpina la trascorsi in mezzo a un gruppo di personaggi degni di un fumetto.
Questi erano:

  • SuperGra'
Eroina impegnata a far trionfare il bene e la bellezza.
Di lei sapete già tutto, no? Come no? Ma io che scrivo a fare?
SuperGra' è un'amica storica, una compagna di Erasmus, una sposa scatenata.

  • L'IncredibileAntonio.
Marito devoto della suddetta. Di lui non sapete un granché poiché, come mi è stato fatto notare, "Hai scritto 10 post sul MIO matrimonio e mi hai nominato una volta sola, di sfuggita!"
Egli ha ragione ma, a mia parziale giustificazione, vorrei ricordare che lo incontrai per la prima volta solo la sera prima delle nozze, e ci scambiai in tutto dalle 5 alle 10 parole. Di che cavolo avrei potuto scrivere?
Ma non temete, quest'estate l'ho conosciuto meglio e quindi, per la sua la mia e la vostra gioia, presto condividerò col mondo tutti i più succosi, spinosi e, se necessario, fantasiosi particolari che lo riguardano.
Hai voluto la bicicletta Anto'?

  • WonderVivì
Appena tornata dal Grande Nord dedica tempo e passione alla sua terra natia. Tanto amore verrà mai ricompensato? Chi può dirlo? Intanto lei non si risparmia, costantemente messa alla prova da ciò che è e ciò che potrebbe essere. Ciò che c'è di bello e ciò che potrebbe esserlo ancora di più.

  • BatDoriana
Vive in una bat-caverna che, ad un occhio poco esperto, potrebbe sembrare una semplice taverna. Niente di più sbagliato! Quelle quattro mura racchiudono mille gadget provenienti da ogni luogo e da ogni tempo. Ella li utilizza per allestire piacevoli serate tra supereroi, e ordire piani per eliminare il suo acerrimo nemico: la banda di Milk&itsDerivatives.

  • Antonio2LaVendetta 
Commercialista di giorno, tuttofare per il resto del tempo.
Più che un supereroe un genio della lampada. Avete bisogno di deliziosi fiori di zucca? Una cuccia per cani completa di ogni optional? Una chitarra? Un maestro di chitarra? Una fotografia in bianco e nero? La pace nel mondo? Chiedete a lui e sarà fatto!


Come potrete ben immaginare, in mezzo a tali personaggi mi sentivo al sicuro come un pupo in braccio alla sua mamma. E fu così che, senza paura, potei trascorrere le ore successive al tramonto in un luogo unico nel suo genere.
Un centro ove tutti gli abitanti si chiamano Pompilia o Pompilio, ove i costumi sono facili e disinibiti, ove la legge è un concetto relativo, ove la pizza è deliziosa.
Potrei dirvi il nome del paese, ma poi sarei costretta ad uccidervi.

Accontentavi, dunque, di restare nella vostra ignoranza e attendete fiduciosi il prosieguo delle mie avventure.

Continua...
Parto con Joshua e la storia finisce.
(2009)
Torno al lavoro. 
Riapre la borsa di New York. Riapre dopo l'attentato di soli sei giorni fa.
(2001)
Mi hanno trovato.
Maledetti!
(2005)
Mi colpiscono alle spalle.
Non mi stupisco.

"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" 
(Gv 15,13)
(1993)
"Dal Teatro Parioli in Roma va ora in onda il Maurizio Costanzo Show!" 
(1982)
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