Se ne va via per sempre.
(2014)Ho visto una serata di eliminatorie di Catch Imprò.
Ho visto le seminifinali di Catch Imprò.
Però mi sono persa la finale di Catch Imprò.
Shame on me!
Anche perché, ovviamente, voci di corridoio e leggende metropolitane narrano di una sfida epica, indimenticabile, da raccontare ai propri nipoti.
E, ora, io a mio nipote che gli racconto?
Per recuperare tale mancanza, sabato scorso, ho deciso di scapicollarmi a vedere la "serata di gala" di Catch Imprò.
Il programma prevedeva, prima, la sfida tra due squadre eliminate al primo turno, e la conseguente assegnazione del cucchiaio di legno di rugbistica tradizione. E, poi, il combattimento definitivo tra i vincitori del torneo appena conclusosi e una coppia di professionisti.
Con il primo Catch si sono scaldati i motori, ma è con il secondo che è decollato il vero spettacolo.
I vincitori del torneo erano i Preti-à-Porter, coppia di cui dissi già un gran bene in un altro post. Marco ed Ennio non sono solo bravi, ma bravissimi. E Marco, sabato, era insuperabile. Andava di qua, andava di là, diceva questo, diceva quello, e noi del pubblico in devota, goduriosa, quasi sessuale ammirazione.
A confrontarsi con i preti c'erano due improvvisatori di tutto rispetto: Annalisa e Roberto dei Cirque du Solaio. Lui (protagonista del filmato) l'avevo già visto fare l'arbitro, ed era straordinario. Lei la cronaca in diretta delle semifinali, ed era... e che ve lo dico a fare? Disinvolta, briosa, perfetta.
Ma per quanto l'altra sera siano stati bravi, soprattutto lei, contro i clerici modaioli non c'è stato niente da fare. E questi ultimi, forti anche del voto mio e di Silvana, si sono portati a casa il premio della serata: il doppio shottino, bevuto nel tripudio e la festa generale.
Con questo terzo post si conclude (per ora) la mia incursione nel mondo dell'improvvisazione teatrale.
Da sabato prossimo parte un'altra avventura: il talent Facce da Palco. Seguitemi sul blog e, chi può, anche dal vivo. Primo appuntamento sabato primo marzo ore 21:00 al Café des Arts, in Via principe Amedeo 33/F a Torino.
Stay tuned e a presto!
(N.d.A. tutti i video dei tornei torinesi di Catch Imprò li potete trovare qui)
And the Grammy goes to buoni propositi e sdolcinato perbenismo.
"There comes a time when we hear a certain call"
(1986)
Siamo tutti e tre sul divano.
Mamma, papà ed io.
Assistiamo al miracolo. Il Miracolo sul ghiaccio.
(1980)
Mancano solo 9 giorni all'inizio di Facce da Palco, il survival talent show per artisti ardimentosi.
Nove brevissimi giorni per gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Poco più di 200 ore per allenare cervello e anima, progetto e follia.
Un attimo. Un soffio. Una scorreggina del fluire del tempo per prepararsi adeguatamente all'impresa che mi-ci-vi vedrà impegnati.
E come potremo fare tutto ciò?
Studiando!
Mettete la merenda in cartella. Annusate il bianchetto per avere la giusta carica. E accartocciatevi nei banchi delle elementari.
Mentre siete ancora lì, con le ginocchia in bocca, a chiedervi come diavolo facevate ad essere così piccoli, aprite le orecchie e prestatemi ascolto.
Oggi: lezione di storia.
Non temete, non sbuffate e, soprattutto, non fatevi beccare a limonare duro in ultima fila: la lezione sarà breve ma utile.
E l'insegnante, come sempre, brillantissima.
Quella che comincerà il primo marzo sarà la seconda edizione di Facce da Palco. Una manifestazione, quindi, ancora giovanissima e piena di energia e voglia di crescere.
L'anno scorso nacque in fretta e furia, dalla felice intuizione di Nathalie Bernardi, attrice, regista, organizzatrice, presentatrice, donna caricata al plutonio ed equilibratamente svitata.
In pochi giorni vennero messe su una serie di serate dal successo sempre crescente.
Frutto di tanta fatica ma anche tanto divertimento. E, soprattutto, di un'ottima risposta da parte di artisti (adeguatamente ardimentosi) sparsi per tutto lo stivale.
La qualità e la riuscita di quell'impresa sono misurabili dal talento dei vincitori che vennero proclamati: Christian La Rosa e il duo composto da Alessandra Deffacis e Anna Fantozzi.
Sperimentatori.
Ardimentosi.
Validi.
Il primo, con il suo Incommunicabilifamily, mischiò e mischia tuttora parole, musica, immagini e silenzi.
Spietato ma confuso. Surreale ma vero.
"La famiglia è un'accolita di persone di età e di sesso diversi tese ad occultare rigorosamente imbarazzanti segreti comuni", dice citando Christa Wolf.
Le seconde, con il loro Voci del Varietà, riproposero e ripropongono in una nuova veste e con una nuova voce il teatro comico italiano del Novecento. Uno spettacolo di cabaret sperimentale da Petrolini a De Filippo, da Palazzeschi a Rezza. Divertimento e ricerca. Originalità e intelligenza.
Vi ho incuriosito?
Bene!
Allora domani sera, alle 21:30, scapicollatevi al circolo ARCI Rainbow in via san Domenico 6. A Torino, ovviamente. Troverete ad aspettarvi Christian La Rosa e il suo Incommunicabilifamily.
Nove brevissimi giorni per gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Poco più di 200 ore per allenare cervello e anima, progetto e follia.
Un attimo. Un soffio. Una scorreggina del fluire del tempo per prepararsi adeguatamente all'impresa che mi-ci-vi vedrà impegnati.
E come potremo fare tutto ciò?
Studiando!
Mettete la merenda in cartella. Annusate il bianchetto per avere la giusta carica. E accartocciatevi nei banchi delle elementari.
Mentre siete ancora lì, con le ginocchia in bocca, a chiedervi come diavolo facevate ad essere così piccoli, aprite le orecchie e prestatemi ascolto.
Oggi: lezione di storia.
Non temete, non sbuffate e, soprattutto, non fatevi beccare a limonare duro in ultima fila: la lezione sarà breve ma utile.
E l'insegnante, come sempre, brillantissima.
Quella che comincerà il primo marzo sarà la seconda edizione di Facce da Palco. Una manifestazione, quindi, ancora giovanissima e piena di energia e voglia di crescere.
L'anno scorso nacque in fretta e furia, dalla felice intuizione di Nathalie Bernardi, attrice, regista, organizzatrice, presentatrice, donna caricata al plutonio ed equilibratamente svitata.
In pochi giorni vennero messe su una serie di serate dal successo sempre crescente.
Frutto di tanta fatica ma anche tanto divertimento. E, soprattutto, di un'ottima risposta da parte di artisti (adeguatamente ardimentosi) sparsi per tutto lo stivale.
La qualità e la riuscita di quell'impresa sono misurabili dal talento dei vincitori che vennero proclamati: Christian La Rosa e il duo composto da Alessandra Deffacis e Anna Fantozzi.
Sperimentatori.
Ardimentosi.
Validi.
Il primo, con il suo Incommunicabilifamily, mischiò e mischia tuttora parole, musica, immagini e silenzi.
Spietato ma confuso. Surreale ma vero.
"La famiglia è un'accolita di persone di età e di sesso diversi tese ad occultare rigorosamente imbarazzanti segreti comuni", dice citando Christa Wolf.
Le seconde, con il loro Voci del Varietà, riproposero e ripropongono in una nuova veste e con una nuova voce il teatro comico italiano del Novecento. Uno spettacolo di cabaret sperimentale da Petrolini a De Filippo, da Palazzeschi a Rezza. Divertimento e ricerca. Originalità e intelligenza.
Vi ho incuriosito?
Bene!
Allora domani sera, alle 21:30, scapicollatevi al circolo ARCI Rainbow in via san Domenico 6. A Torino, ovviamente. Troverete ad aspettarvi Christian La Rosa e il suo Incommunicabilifamily.
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