Giovedì ho fatto la Radio!
Il socio ed io ci siamo recati agli studi della web Radio Nuclear (Tv). E, insieme a un nutrito gruppo di artisti/amici, abbiamo chiacchierato e riso davanti ai microfoni.
La sera stessa, tornata a casa, ho visto il podcast della trasmissione e ho scoperto due cose: una bella e una brutta.
Quale volete sapere prima?
Decido io: comincio con la bella. Il raffreddore ha avuto il merito di abbassarmi di molto la voce. In radio non sembravo affatto una gallina strozzata, eventualità che davo praticamente per scontata, ma quasi una donna con voce da femmina,
Di contro, la webcam che ci ha filmato ingrassava. Giusto un poco, mica tanto. Regalava quei 10 meravigliosi maldistribuiti kg in più, come neanche un week end sequestrata dentro una pasticceria. Io ho preso la scoperta col mio noto aplomb. E mi sono state sufficienti 48 ore di rassicurazioni da parte di amici, conoscenti, parenti e psicoanalisti, per decidere di non seppellirmi dentro un confortevole e poco fasciante scafandro da palombaro. Insomma, tuttapposto!
Quest'esperienza ha, quindi, confermato ciò che già sapevo: io sono nata per la Radio!
Ma per la tv no, per la tv proprio per niente.
Domani sera alle ore 21 Jane Pancrazia, me medesima, e l'insostituibile socio, Sergio Sasso, saranno-saremo tra i numerosi ospiti di Rock Electro Pop, una trasmissione della web Radio Nuclear.
Noi porteremo
Humans-Torino, voi portate immeritato sostegno e indomito entusiasmo collegandovi al sito di
Radio Nuclear (TV)
Potrete ascoltarci e, come se non bastasse, anche vederci.
Io sarò facile da riconoscere, non tanto per i capelli alla comemisonosvegliatastamattina, quanto per la voce da oltretomba di cui l'influenza mi ha fatto generosamente dono.
Febbre, mal di gola, inadeguatezza estetica, voce da grizzly, nulla potrà tenermi lontana dai microfoni della radio. Del resto ve lo ricordate perché questo blog si chiama così? No? Come no?
Studiate!
Vabbè, ve la faccio breve: da bambina...
...m'immaginavo all'interno della mia(!) stazione radiofonica privata, come un'imperatrice egocentrica e delirante. M'immaginavo mentre, senza dover rendere conto a nessuno, mettevo solo la musica che piaceva a me, parlavo solo delle cose che interessavano a me, e filosofeggiavo profondamente senza contradditorio alcuno.
(...)molti anni dopo, di fronte alla schermata di Blogger che pretendeva di essere compilata, questo mio vecchio sogno riaffiorò in superficie e diede vita proprio a Radio Cole. La mia stazione radiofonica personale, dove scrivere di tutto ciò che mi passava (e mi passa) per la testa, in maniera del tutto anarchica, disorganizzata, e allegramente disordinata.
Domani sera si avvera una parte del sogno: non mancate!
Tra le ultime ore dell'8 gennaio e le prime del 9 ho:
rischiato di ammazzarmi in auto, avendo grandemente e inconsapevolmente torto;
sbagliato clamorosamente candeggio, facendo virare parte della mia biancheria verso lo sciccosissimo tono verde ramarro;
litigato con qualsiasi forma di tecnologia a me disponibile, vecchia e nuova, conosciuta e sconosciuta.
Ormai è evidente: la demenza senile mi sta correndo incontro a grandi falcate.
Ma io me ne fotto: mi sono comprata una bottiglia di nebbiolo e pure una di candeggina. L'importante e che non le scambi!
Che sia festa per me e per tutti quelli che oggi mi hanno pensato anche solo per pochi attimi!
Ognuno di noi ne ha una.
Quella che ferma tutto, che fa nascondere la testa nel cappuccio, che attutisce i rumori e amplifica i ricordi.
Non è necessariamente la più bella. Ma è lei.
Quella che trascina in un posto e un tempo diversi. Che fa ricordare quando insieme cercavamo di comprenderne il testo.
Green light, Seven Eleven
You stop in for a pack of cigarettes
You don't smoke, don't even want to
Hey now, check your change
Quella che prende alla gola dalle prime note. Che fa sentire giovani o anziani. Ma, comunque, ancora vivi.
Red lights, gray morning
You stumble out of a hole in the ground
A vampire or a victim
It depend's on who's around
Quella che ritorna sempre. Che non bussa alla porta. Ne ha le chiavi.
Three o'clock in the morning
It's quiet and there's no one around
Just the bang and the clatter
As an angel runs to ground
Ognuno ha la propria.
Io ho la mia.
E' innegabile, finire un conto alla rovescia a "Meno Uno" è una schifezza d'idea!
Ed è per questo motivo che oggi, in un post unico, pubblico l'epilogo mancante del mio epico doppio calendario dell'avvento pagano.
L'utilizzo del termine "epico" è sarcastico. Lo specifico. Nel caso non si fosse capito.
Il calendario si conclude con un post che racchiude in sé Radio Cole e Humans Torino.
La cronaca di un'intervista e di uno spettacolo.
Una bella esperienza.
Una bella foto.
Tanto contenuto.
Tanto sentimento.
Il post, datato 5 dicembre 2014, cominciava così:
Questa cronaca, che non è una cronaca, parte da più lontano del solito.
Parte da una settimana prima dello spettacolo. Parte da un piovoso
sabato mattina in cui il socio ed io siamo andati a San Pietro in
Vincoli.
(Continua...)
Come si è concluso il 2014 di Humans-Torino?
Con una bella foto, ottimismo e un augurio sincero.
E un muso che, vabbè, che ve lo dico a fare? Lo vedete da voi.
Il
link diretto alla pagina.
Non ci posso credere: sono finalmente arrivata all'ultimo post degno di nota del 2014!
Il calendario dell'avvento pagano finisce a "Meno Uno", ma forse sarei dovuta arrivare fino allo Zero? Boh! Vabbè, questo progetto è venuto fuori un po' così, per la fine del 2015 magari mi organizzo meglio.
Qual è l'ultimo post da ricordare?
Niente di memorabile per voi ma emblematico per me, e per questo blog.
Il
12 dicembre scorso annunciai l'acquisto del dominio e il conseguente cambio d'indirizzo. Dopo millemilioni di anni questa pagina è passata da www.radiocole.blogspot.com al più snello www.radiocole.it
Il primo passo di un nuovo (si spera) fruttuoso e organizzato percorso professionale.
In bocca al lupo a me!