Radio cole
  • Home
  • Laboratorio di Scrittura via Newsletter
  • Adelina
  • Il Mio Progetto
Un giorno di molti anni fa ascoltai per la prima volta questa canzone.
Ero a teatro, e stavo assistendo ad una rivisitazione di "Un tram che si chiama desiderio", capolavoro di Tennesse Williams per l'occasione trasformato in "Ende Station Berlin".

Quella sera la neve veniva giù a fogli e mi si attaccava addosso come lo zucchero filato. Non l'ho più vista una neve così. Aprivo la bocca verso il cielo e la mangiavo come fanno i bambini. La mordevo e la mandavo giù soddisfatta.

Ero felice.
Ricordo che ero felice.

"Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good"

Un giorno di molti anni fa ascoltai per la prima volta questa canzone e cominciò a fare parte di me. Struggente e amara. Densa come la neve di quella sera.

Questa canzone rimarrà per sempre anche adesso che Lou Reed è andato oltre.
E' questo il destino dei capolavori.
E' questo il senso dell'arte.

Grazie.


Questa notte brucio.
In fiamme il sipario. In fiamme le quinte. In fiamme il palcoscenico.
Niente può salvarmi, tranne un colpo di scena, e io sopravvivo.
 
(1991)
Una di quelle volte che: "avrei voluto scriverlo io un racconto così, avrei voluto idearlo io un soggetto così, avrei voluto pensarci io!"

Avrei voluto ma no. Non l'ho scritto io. Non l'ho ideato io. Non ci ho pensato io.
Ma avrei potuto, eh!

Signore e signori, scritto e diretto da Alessio Lauria: "Sotto Casa"
Buona visione!



Un doveroso grazie a Marcello Conte che l'ha segnalato su facebook.
Mi ammalo. Il mio è l'ultimo caso al mondo.
Le vaccinazioni hanno sconfitto il vaiolo.
Anche la mia storia è a lieto fine: guarirò.
(1977)
Invado Grenada.
(1983)
Ieri bevevo birra e mangiavo pollo fritto in un quartiere rinato di Torino, in un locale bellissimo di Torino, in una di quelle sere che dico "sembra proprio di stare a Berlino!" che, come ben saprete, per me rimane la pietra di paragone assoluta.

Ieri, dicevo, bevevo e mangiavo quando un ragazzo e una ragazza hanno attirato la mia attenzione. Hanno attirato l'attenzione di tutti.
Giovani, belli ed eleganti hanno esposto una sagace presentazione in rima e un'interessante proposta: "scegliete una poesia dal nostro menù!"

Un vero menù, con tanto di prezzi e vasto assortimento di piatti. Da Prévert a Rodari, da D'Annunzio a Carducci, da Leopardi a Trilussa.
Una decisione, un cenno della mano, un sorriso, e una poesia recitata calda calda direttamente al tavolo. Con tintinnio finale di monete "al vostro buon cuore".

Mi conoscete. Non ho resistito. Ho subito sventolato il mio menù per attirare l'attenzione e mi sono goduta "Scrivere il curriculum" della Szymborska.

Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Bella la poesia che non conoscevo, ma ho scelto ad occhi chiusi tale la mia fiducia nello smisurato talento della compianta poetessa polacca.
Bello il modo in cui è stata recitata: con passione, talento e mestiere.

I Mangiatòri sono un gruppo di attori diplomati presso il Teatro Stabile di Torino. Recitano poesie e girano l'Italia. Ieri erano a San Salvario, domani chissà.
Questa è la loro pagina facebook.
Seguiteli e inseguiteli, anche voi potreste godere presto di un breve momento d'arte al modico prezzo del "vostro buon cuore".

E Torino continua a stupirmi. Nella Rete e anche fuori.
Cinquant'anni fa mi rifiutai di cedere il posto a un bianco.
Cinquant'anni dopo cedo il posto a qualcun altro. Ormai è giunto il tempo, io ho già dato.
Me ne vado con un inchino e un sorriso.
(2005)
Assaltiamo il teatro.
Prendiamo in ostaggio più di 800 persone.
Il nostro attacco sarà un fallimento.
Il vostro attacco sarà una carneficina.
(2002)
Cari lettori e care lettrici,
cari naviganti e care navigatrici,
care amiche e cari amici,

l'animo poetico che oggi mi colse
spero che il buongusto vostro non troppo dolse.

Per farmi perdonare tali facezie
espongo me stessa e le mie inezie.

A Lucca andai, come ben sapete,
a domande risposi come presto vedrete.

Capo riccio e voce carica di grazia
ad ascoltar bene le parole si capisce subito chi è Pancrazia.



Viene pubblicato il mio articolo. 
Svelo al mondo un tassello del passato, aggiungo un granello di sabbia, racconto una parte della storia. Presento l'Homo floresiensis.
(2004)
Oggi volo. Oggi scompaio.
Lasciando dietro di me domande e speculazioni.
"That strange aircraft is hovering on top of me again. It is hovering and it's not an aircraft."

(1978)
Giro per il solito negozio di dischi. 
Guardo tra le novità. 
I miei occhi incrociano quelli di un bambino.
"E questi chi sono?" chiedo a Ben, il proprietario.
"Un nuovo gruppo irlandese"
"Gli irlandesi fanno schifo!"
"Sì, ma questi sono forti"

(1980)
Oggi inizia il processo.
Con che diritto pensano di potermi giudicare?
Questo paese è mio. Questa gente dovrebbe inchinarsi di fronte a me.
Io sono l'Iraq. Non può esistere l'Iraq senza di me.
(2005)
Quando lessi per la prima volta "Orgoglio e Pregiudizio" passai giornate intere a parlar in punta di forchetta, muovermi leggiadra e sentirmi profondamente britannica.

Quando lessi "Delitto e Castigo" mi feci inghiottire dalle pagine e dalla storia. Delirai per giorni con gli occhi lucidi da pazza e la convinzione di essere affetta da febbre cerebrale.

Nelle ultime settimane ho letto "Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close)". Prima sono stata un bambino spaventato e complicato, tuttologo e fragile. Poi sono diventata un uomo senza voce ma con parole scritte su quaderni, su muri e sulla propria pelle. Infine ho vestito i panni di una sorella minore, una moglie, una nonna smaniosa di amare e di trattenere i propri amati.

Non capita sempre ma quando capita fa quasi paura. Il confine tra la realtà e il racconto si fa fragile e, a lettura finita, qualcosa rimane dentro per sempre. Che sia un'atmosfera, che sia un dolore, che sia un sentimento di straziante perdita.

Non credo sia follia.
Io leggo. Io sono.
Me ne vado. Mi dimetto. 
La Gerrmania come l'ho conosciuta, costruita e voluta sta per cambiare.
Il partito come l'ho conosciuto, costruito e voluto sta per morire.
Ed io sto per pagare tutte le mie colpe.
(1989)
Lungo le strade della blogosfera si assiste a scene strazianti. Lettori orfani piangono calde lacrime. Blogger amici navigano con lo sguardo vacuo e una sola ripetuta domanda nella testa e nel cuore:
"Perché?"
"Perché?"
"Perché?"
"Perché Pancrazia non continua a raccontarci la sua passata vacanza in terra irpina?"

Ve lo dico io il perché.
Perché sono disorganizzata e metto troppa carne al fuoco, col risultato che le costolette mi si bruciano, mentre le salsicce rimangono dimenticate nel congelatore.
Ma per vostra "fortuna", oltre ad essere nevrotica e caotica, sono anche flemmatica e priva di vergogna. Per settimane vi ho lasciato appesi senza una parola o una spiegazione? Embé? Oggi ricomincio il mio racconto come se nulla fosse.
Voi non potete vedermi né sentirmi, ma sappiate che in questo momento fischietto beata e sfacciata come se l'ultimo post di "Pancrazia in Irpinia" risalisse all'altro ieri e non a un mese fa.
Sì, sì, un mese. Avete letto bene: un mese. Come passa il tempo quando ci si diverte, eh?

Magari qualche nuovo lettore non sa neanche di cosa io stia parlando, mentre qualche vecchio affezionato ormai non si ricorda più a che punto fosse arrivata la mia ludica cronistoria. Quindi, giusto per perdere un altro po' di tempo e mettere alla prova i vostri nervi, ho deciso di produrmi in un rapido riassunto.

Se volete potete anche saltarlo, ma poi io vi interrogo e se non siete preparati so' cazzi! Ça va sans dire.

La scorsa estate decisi di passare qualche giorno di vacanza in Irpinia. Perché sono un'originalona e perché in quella terra meravigliosa risiede la mia amica Gra' (Prologo).
Superata la difficoltosa preparazione del bagaglio (Prima parte), iniziai la transumanza dalle Alpi agli Appennini, come in uno struggente e patetico racconto del noiosissimo De Amicis. Durante il viaggio rimasi bloccata per qualche ora a Roma, divisa tra l'orrore per i bagni pubblici (Seconda Parte) e l'estasi per la capitale (Terza Parte). Dopo aver perso il 90% dei liquidi del mio corpo e aver rischiato la mummificazione, salii finalmente sul pullman, autobus, corriera, o come diavolo lo chiamate voi, in direzione dell'entroterra campano (Quarta Parte). Per poi arrivare ad Ariano Irpino, conoscere un gruppo di supereroi (Quinta Parte) e andare a mangiare la pizza. 

Pizza? Pizza? Ecco dov'ero arrivata: vi devo raccontare della pizza di zì Pumpilia.

Continua...




Che gran burlona sono.
Burlona, ho detto burlona!
Razza di screanzati!


Continua...

... per festeggiare la mia prima sera in Irpinia venni condotta dal gruppo dei suddetti supereroi a mangiare la pizza. Ma non una pizza qualunque: la pizza di zì Pumpilia.

Costei delizia i palati locali e forestieri con morbide golosità. Costei ti fa sentire a tuo agio accogliendoti in un ristorante-trattoria-bettola dall'arredamento vario e creativo. Molto vario e molto creativo. Forse troppo. Ma non sono qua per sottilizzare. Del resto, negli ultimi anni Torino si è riempita di meravigliosi ristoranti, dal design moderno e la cucina di bassa qualità e alto costo. Quindi: ben venga la zì Pumpilia con le sedie spaiate, i tavoli che ballano, ma la pizza che ti manda in estasi le papille gustative!

Questa santa donna si fa affiancare sul lavoro da tutta la famiglia. E, a splendere di luce propria tra il parentado tutto, vi è lui: il figlio MASCHIO. Unico e inimitabile.
Costui ha due compiti fondamentali da svolgere: sonnecchiare dietro il bancone del bar e fare il conto.
Qualsiasi altra cosa gli venga chiesta gli provocherà ipersudorazione, tremori e perdita dei sensi.
La mia amica Gra', di fronte alla difficoltà di scegliere una pizza adatta con cui concludere la serata, ebbe l'ardire di chiedergli: "Tu che ci consigli?"
Lui, prima si guardò intorno per capire con chi stesse parlando poi, rassegnato al fatto che la domanda fosse rivolta proprio a se medesimo, cominciò a balbettare, indietreggiare e, non contento, si buttò a terra fingendosi morto.

Ma per quanto riguarda il sonnecchiamento dietro il bancone del bar e il calcolo del conto del cliente, poche persone al mondo possono dirsi all'altezza del figlio MASCHIO. Poche o forse nessuna.
Per dormire in quel modo, in piedi, con gli occhi aperti, appoggiato allo spillatore della birra, non bastano costanza ed allenamento, ci vuole proprio un raro e innato talento naturale.
Per fare i conti, poi, con tale ingegneristica precisione, ci vogliono anni di studio, applicazione e sprezzo di qualsiasi regola dell'aritmetica. Infatti, non si sa perché e non si sa per come, qualunque sia il tipo di pizza scelta, la quantità di birra con cui la si è annaffiata e il dessert con cui si è chiusa la serata, il risultato dato dal MASCHIO contabile sarà sempre lo stesso: 7 euro a testa. Punto.
Evidentemente tra quelle mura non è mai arrivata l'inflazione, la speculazione, la cattiveria della gente e soprattutto una calcolatrice funzionante o, almeno, un pallottoliere.

Da zì Pumpilia si mangia tanto, si mangia bene e si paga pure poco.
Lunga vita a zì Pumpilia!
Lunga vita al figlio MASCHIO!

Continua...
E' stato un viaggio lungo. Nove mesi e poi il gran finale.
In una stanza fredda e troppo illuminata qualcuno esclama orgoglioso: "Eccolo qua, lui è il trecentomilionesimo americano!"
(2006)
Salgo al soglio pontificio.
(1978)
Le guardo e ancora non riesco a crederci.
Le mani. Mi hanno ridato le mani.
(2010)
Oggi ho deciso di raccontarvi il mio ultimo week end. Tutto d'un fiato. Tutto in un unico post.

Venerdì all'alba ho preso un treno che mi ha portata fino a Firenze. Sono scesa e, invece di correre a prenderne un altro che mi avrebbe condotta a Lucca, sono scappata fuori. Al sole. All'aria. Al bello.

Non visitavo Firenze dalle superiori. Non me la ricordavo.
Alla domanda "Com'è Firenze?" avrei risposto "Bella"
Ma in realtà le immagini erano sbiadite, le sensazioni dimenticate, la fascinazione svanita.

E così, quasi come se fosse la prima volta, ho girato il centro della città con gli occhi puri, con la meraviglia, con l'entusiasmo. Ho rubato due ore al mio programma per poterne fare un altro. Più improvvisato. Più libero. Più mio.

Firenze non è solo bella. Un aggettivo così banale non le rende affatto giustizia.
Firenze è "tanta", è splendente, è una donna che toglie il fiato. Con le sue ciglia lunghissime e le labbra scarlatte. Sì, perché non è mica una bellezza acqua e sapone, o un fascino sofferto. No, assolutamente no.
Firenze è una sfacciata femminile sensualità. Da godere e godere.

Soddisfatta da questo amplesso mi sono finalmente decisa a raggiungere la meta del mio fine settimana: Lucca.
Lucca e le mura. Lucca che conserva la sua storia con una tale gelosia, che le devi chiedere "per piacere" se vuole condividerla. Lucca con le stradine affollate e quelle deserte. Con gli alberi sopra le torri e gli aranci stretti stretti dentro i vasi.

Ad aspettarmi "entro le mura" c'erano Lucia e il di lei consorte.
Lei scrive, scrive, e scrive. Scrive bene come nessun altro.
Lui legge e la ama. La ama come nessun altro.
Io li guardo e penso. Penso che l'amore debba essere proprio così. Fatto di parole, gesti, scherzi, sguardi, complicità, e l'inevitabilità di una storia che li ha messi l'uno sulla strada dell'altro, l'uno accanto all'altro.
Li ho visti per la prima volta venerdì, ma mi è difficile pensare di non averli avuti nella mia vita da sempre. Perché hanno il dono dell'accoglienza e della semplicità. Con affetto e senza fronzoli.

Con loro ho conosciuto anche una coppia di tedeschi di passaggio. Giovani e belli. Sposati e felici. Con le guance rosse e lo sguardo da bambini. Capaci di andare in giro per strade sconosciute come solo i tedeschi sanno fare. Con quell'aria svagata, il passo certo verso una meta sconosciuta, e l'innata capacità di ficcarsi nei negozi sbagliati.

Con loro quattro ho passato il venerdì e la domenica, mentre il sabato è stato un mondo a parte.

Sono andata a Lucca per ricevere il premio de "I racconti nella rete", vi ricordate?
Sono andata a Lucca e ho ascoltato una ragazza dai lunghi capelli biondi che leggeva il mio racconto, mentre un pianista, che di capelli non ne aveva neanche uno, accompagnava le parole con la musica.
Ho ascoltato anche i racconti degli altri vincitori, le altre voci, e le altre musiche.
Ho risposto alle domande e persino sorriso al fotografo.

Il pomeriggio e la serata sono trascorsi tra chiacchiere e incontri. Tra cibo e vino.
A cena ero seduta vicino a una giovane sconosciuta cantautrice, e a poche sedie da un grande della produzione cinematografica italiana. Erano diversi, diversissimi, ma appassionati entrambi. Vivi entrambi. Di quella vita e vitalità che ti ruba la giovinezza ma ti regala un'eterna infanzia.

La strada del ritorno l'ho percorsa insieme a due vecchie e nuove conoscenze. Due amici di amici. Due facce di facebook che sono passate dallo schermo alla realtà. Due parlate familiari dall'accento musicale e inconfondibile.
Regista lui. Maga delle pubbliche relazioni lei.
Mi hanno condotta lungo i vicoli di Lucca e riportata a casa.
Il tutto arricchito dalla condivisione, tra una risata e un sospiro, di speranze, progetti, e passioni diversi ma simili.

Oggi è lunedì. Io sono tornata a Torino. Ma sono più ricca, più contenta, più carica di tre giorni fa. O forse di sempre.
Pronta ad affrontare i mille impegni da assolvere e i sogni da costruire pezzo per pezzo.
3, 2, 1. 
E poi giù per 38.969,4 metri.
(2012)
Vengo eletto Segretario Generale delle Nazioni Unite.
(2006)
"Far out in the uncharted backwaters of the unfashionable end of the western spiral arm of the Galaxy lies a small unregarded yellow sun.
Orbiting this at a distance of roughly ninety-two million miles is an utterly insignificant little blue green planet whose ape-descended life forms are so amazingly primitive that they still think digital watches are a pretty neat idea."
(1979)
Ci incontriamo in Islanda per trovare un accordo.
Non lo troviamo.
(1986)
"Addio mondo crudele!"
Urlò la capra prima di buttarsi sotto la panca.
Oggi compro YouTube.
(2006)

Come mai oggi vi sono due post de Il Mio Progetto?  Semplice: uno dei due è sbagliato. Leggete qua.
Vinco il premio Nobel per la letteratura.

"Una normale stanza della questura centrale. Una scrivania, un armadio, qualche sedia, una macchina da scrivere, un telefono, una finestra, due porte.
Commissario: Ah, ma non è la prima volta che ti travesti, allora. Qui dice che ti sei spacciato due volte per chirurgo, una volta per capitano dei bersaglieri... tre volte vescovo... una volta ingegnere navale... in tutto sei stato arrestato, vediamo un po'... due e tre cinque... uno, tre... due... undici volte in tutto... e questa è la dodicesima...
Indiziato: Sì, dodici arresti... ma le faccio notare, signor commissario, che non sono mai stato condannato... ho la fedina pulita, io!"
(1997)
Oggi è un giorno di festa per noi. Per la famiglia e per la comunità.

Oggi uccidono mio fratello. Si chiama Stefano e ha solo due anni.
Oggi finisce la mia infanzia.
(1982)
Pur frequentando, vivendo e lavorando la Rete delle volte capita che sfuggano alla conoscenza alcune presenze importanti.
A me, fino all'altro giorno, era sfuggita quella di Camilla: mente laboriosa che si trova dietro al blog "Zelda was a writer".
A parte consigliarvi il sito stesso, che è come un meraviglioso pozzo colorato dove buttarsi, immergersi, ed esplorare le mille iniziative offerte. Oggi voglio parlarvi soprattutto di "Wor(l)ds". Un progetto di scrittura dal titolo perfetto: con le parole si creano, descrivono, vivono i mondi più diversi.

Wor(l)ds è un gioco che durerà fino a mercoledì 27 novembre. Un gioco a cui possono partecipare tutti. Proprio tutti. Il bambino col pallone. La maniaca dell'altalena. Il teorico del "facciamo che io ero e tu eri".
Tutti. Proprio tutti. Senza limiti di età, sesso, religione, orientamento politico, squadra calcistica di riferimento, gusto preferito di gelato, e pianeta di provenienza.
Tutti. Proprio tutti. Persino te ed io.

Come funziona?
Ogni mercoledì Camilla pubblica quello che lei definisce "un kit di materiali". Questi devono fungere da ispirazione per un breve componimento di non più di 10 righe (900 battute spazi inclusi).
Ogni kit è costituito da: parole, citazioni, ritagli e oggetti.
Un esempio?
Ecco la foto del primo (datato 25 settembre 2013)


Per sapere dove, come e quando spedire gli ispirati componimenti vi rimando direttamente alla spiegazione di Camilla in persona.

Vi ho incuriosito?
Parteciperete?
Avete bisogno di maggiori informazioni?

Intanto vi ricordo che domani è già mercoledì. E io un'occhiata al nuovo kit la darò sicuramente!

ps: ringrazio Torquitax, insostituibile segnalatore di chicche Nella Rete.
Non ho un nome.
Sono una delle 30.000 vittime del terremoto in Pakistan.
(2005)
"Ti stavo aspettando"
"Lo so"


Post più recenti Post più vecchi Home page

Il mio Laboratorio di Scrittura via Newsletter

Il mio Laboratorio di Scrittura via Newsletter

IL MIO SITO

IL MIO SITO

La mia vetrina Amazon

La mia vetrina Amazon
Dai un'occhiata ai miei consigli di lettura e scrittura...

Social

POPULAR POSTS

  • Cinquant'anni in un mese (6)
  • Capitolo Dieci: La paura e la sorpresa
  • Capitolo Undici: Annamaria

Categories

IlMioProgetto chiacchiere libri Racconti viaggi cinema Torino RadioCole attualità musica televisione società DiarioRacconti sport Nella Rete blogosfera Laboratorio Condiviso teatro citazioni microracconti FacceDaPalco arte Un marito per caso e per disgrazia scrittura creativa Erasmus HumansTorino Peanuts cabaret lavoro Rugby meme ImprovvisazioneTeatrale PrincipeV poesia OffStage articolo sponsorizzato Pancrazia Consiglia pubblicità twitter PancraziaChi? TronoDiSpade articolo Adelina Harry Potter Podcast premi tennis graficamente PancraziaInBerlin laboratorio scrittura materiale di scarto DaFacebookAlBlog Pancrazia and the City Roma True Colors DonnePensanti EnglishVersion favole sogni CucinaCole IlRitorno chiavi di ricerca dasegnalare help 2.0 video Le piccole cose belle Mafalda Rossana R. cucina dixit kotiomkin live blog candy branding copywriting da segnalare metropolitana personal branding satira viaggio dell'eroe
Powered by Blogger.

Blog Archive

  • ▼  2023 (31)
    • ▼  settembre (4)
      • Laboratorio d'Autore
      • On line
      • Diretta Instagram
      • A ognuno il suo racconto
    • ►  agosto (2)
    • ►  luglio (4)
    • ►  giugno (1)
    • ►  maggio (3)
    • ►  aprile (5)
    • ►  marzo (4)
    • ►  febbraio (6)
    • ►  gennaio (2)
  • ►  2022 (57)
    • ►  dicembre (3)
    • ►  novembre (5)
    • ►  ottobre (10)
    • ►  settembre (5)
    • ►  agosto (3)
    • ►  luglio (6)
    • ►  giugno (6)
    • ►  maggio (9)
    • ►  aprile (3)
    • ►  marzo (1)
    • ►  febbraio (3)
    • ►  gennaio (3)
  • ►  2021 (20)
    • ►  dicembre (3)
    • ►  novembre (1)
    • ►  settembre (1)
    • ►  agosto (6)
    • ►  aprile (2)
    • ►  marzo (2)
    • ►  febbraio (2)
    • ►  gennaio (3)
  • ►  2020 (84)
    • ►  dicembre (6)
    • ►  novembre (6)
    • ►  ottobre (6)
    • ►  settembre (6)
    • ►  agosto (6)
    • ►  luglio (10)
    • ►  giugno (9)
    • ►  maggio (11)
    • ►  aprile (8)
    • ►  marzo (8)
    • ►  febbraio (4)
    • ►  gennaio (4)
  • ►  2019 (6)
    • ►  dicembre (1)
    • ►  agosto (1)
    • ►  luglio (2)
    • ►  febbraio (1)
    • ►  gennaio (1)
  • ►  2018 (37)
    • ►  dicembre (1)
    • ►  novembre (5)
    • ►  ottobre (3)
    • ►  settembre (7)
    • ►  agosto (3)
    • ►  luglio (2)
    • ►  maggio (1)
    • ►  aprile (7)
    • ►  marzo (8)
  • ►  2017 (23)
    • ►  settembre (2)
    • ►  maggio (2)
    • ►  aprile (4)
    • ►  marzo (8)
    • ►  febbraio (6)
    • ►  gennaio (1)
  • ►  2016 (20)
    • ►  settembre (2)
    • ►  giugno (2)
    • ►  maggio (1)
    • ►  aprile (7)
    • ►  marzo (2)
    • ►  febbraio (1)
    • ►  gennaio (5)
  • ►  2015 (78)
    • ►  dicembre (1)
    • ►  ottobre (4)
    • ►  settembre (4)
    • ►  agosto (8)
    • ►  luglio (6)
    • ►  giugno (7)
    • ►  maggio (6)
    • ►  aprile (6)
    • ►  marzo (11)
    • ►  febbraio (11)
    • ►  gennaio (14)
  • ►  2014 (242)
    • ►  dicembre (17)
    • ►  novembre (8)
    • ►  ottobre (8)
    • ►  settembre (10)
    • ►  agosto (7)
    • ►  luglio (18)
    • ►  giugno (18)
    • ►  maggio (19)
    • ►  aprile (23)
    • ►  marzo (40)
    • ►  febbraio (38)
    • ►  gennaio (36)
  • ►  2013 (353)
    • ►  dicembre (40)
    • ►  novembre (37)
    • ►  ottobre (48)
    • ►  settembre (33)
    • ►  agosto (35)
    • ►  luglio (39)
    • ►  giugno (35)
    • ►  maggio (40)
    • ►  aprile (23)
    • ►  marzo (8)
    • ►  febbraio (10)
    • ►  gennaio (5)
  • ►  2012 (126)
    • ►  dicembre (10)
    • ►  novembre (9)
    • ►  ottobre (12)
    • ►  settembre (13)
    • ►  agosto (19)
    • ►  luglio (10)
    • ►  giugno (10)
    • ►  maggio (7)
    • ►  aprile (6)
    • ►  marzo (10)
    • ►  febbraio (10)
    • ►  gennaio (10)
  • ►  2011 (95)
    • ►  dicembre (18)
    • ►  novembre (6)
    • ►  ottobre (4)
    • ►  settembre (9)
    • ►  agosto (5)
    • ►  luglio (10)
    • ►  giugno (12)
    • ►  maggio (4)
    • ►  aprile (7)
    • ►  marzo (9)
    • ►  febbraio (4)
    • ►  gennaio (7)
  • ►  2010 (97)
    • ►  dicembre (9)
    • ►  novembre (6)
    • ►  ottobre (2)
    • ►  settembre (7)
    • ►  agosto (7)
    • ►  luglio (16)
    • ►  giugno (10)
    • ►  maggio (8)
    • ►  aprile (9)
    • ►  marzo (9)
    • ►  febbraio (6)
    • ►  gennaio (8)
  • ►  2009 (61)
    • ►  dicembre (4)
    • ►  novembre (5)
    • ►  ottobre (10)
    • ►  settembre (8)
    • ►  agosto (3)
    • ►  luglio (5)
    • ►  giugno (2)
    • ►  maggio (4)
    • ►  aprile (6)
    • ►  marzo (5)
    • ►  febbraio (4)
    • ►  gennaio (5)
  • ►  2008 (76)
    • ►  dicembre (3)
    • ►  novembre (5)
    • ►  ottobre (8)
    • ►  settembre (5)
    • ►  agosto (5)
    • ►  luglio (6)
    • ►  giugno (6)
    • ►  maggio (11)
    • ►  aprile (12)
    • ►  marzo (8)
    • ►  febbraio (5)
    • ►  gennaio (2)
  • ►  2007 (132)
    • ►  dicembre (2)
    • ►  settembre (18)
    • ►  agosto (11)
    • ►  luglio (33)
    • ►  giugno (13)
    • ►  maggio (13)
    • ►  aprile (16)
    • ►  marzo (26)

Copyright © Radio cole. Designed & Developed by OddThemes