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Squilla il telefono. Rispondo.
Era ora.
Abbiamo dovuto far saltare un pezzo d'autostrada ma questo pensiero, se Dio vuole, ce lo siamo tolto.
(1992)
Siedo nel parlamento italiano. Approvo la legge 194.
(1978)
Ho votato a favore dell'indipendenza del mio paese. 
230.660 cittadini hanno votato come me.
La maggioranza.
(2006)
Vi ho mai raccontato di quella volta che andai a Londra?
No, non è necessario che rispondiate, già lo so: non ve l'ho mai raccontato.
Fondamentalmente perché quel viaggio lo feci ancora prima di aprire il blog.

E perché tale argomento riciccia fuori ora?
Perché, come avrete intuito dal nuovo look di Radio Cole, negli ultimi mesi a Pancraziuccia vostra ha cominciato a bruciare la terra sotto i piedi. L'immobilismo che, per scelta o per necessità, aveva caratterizzato gli ultimi anni della vostra blogger preferita (Io!!!) ha lasciato spazio ad un'ansia di spostamento e a una gran voglia di viaggiare, vedere, scoprire, mordere e divorare.

Ho iniziato con piccole gite: Venezia, Milano, Bologna, giusto per sgranchirmi le ossa e fare il tagliando alle ali. L'importante è muoversi, fare 10 100 o 1000 chilometri. L'importante è soddisfare tutte le proprie curiosità, per poi scoprire di averne sempre di nuove.
Presto, comunque, spiccherò letteralmente il volo. E nel frattempo nelle chiacchiere con gli amici si sono fatti sempre più presenti i ricordi dei viaggi passati. Soprattutto quelli più particolari. Ed il mio breve soggiorno nella terra d'Albione fu decisamente sui generis.

Come non condividerlo con voi, miei fedeli lettori? Come?
E, infatti, ora lo condivido.

Molti anni or sono, alle prese con l'organizzazione di una breve visita al mio (ex)fidanzato tedesco, stavo cercando un volo low cost che mi portasse da Dresda a Torino, quando m'imbattei nella possibilità di fare scalo a Londra.
Comodo, no?
Dresda-Londra.
Londra-Torino.
Con attesa a Heathrow per circa 6 ore.

I più sarebbero scappati inorriditi e avrebbero cercato oltre.
Io, invece, iniziai a zompettare felice per casa: era giunta finalmente la mia occasione per viaggiare oltremanica! E la suddetta occasione, nella sua assurda scomodità, mi pareva ancora più attraente di un banale viaggio organizzato. La interpretai come un regalo del destino, una strizzata d'occhio del karma, un sorriso del fato.

Magari voi appartenete a quel gruppo di persone, diciamo "normali", che tendono a preferire occasioni più classiche, pratiche, comode.
Ma che volete che vi dica?
Io, nella mia diversa normalità, considero uno scalo di 6 ore non una noiosa perdita di tempo ma un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.
Lo pensavo allora e ne sono fermamente convinta ancora adesso.

Nel giro di pochi giorni la mia visita in Germania perse d'interesse, diventando solo un utile e necessario passaggio per realizzare la mia solitaria fuga nella terra d'Albione. Nel giro di pochi giorni il ritorno verso casa, con inclusa britannica tappa, divenne l'evento più atteso, la vera vacanza, lo scopo di tutto il viaggio.
Dopo aver trascorso una settimana a Dresda, invece di salutare nazione e (ex)fidanzato tedeschi con il magone d'ordinanza, corsi al gate con un sorriso a mille denti e m'imbarcai per la mia piccola gita rubata con l'entusiasmo di chi sta partendo per il giro del mondo.

Continua...
Finalmente l'abbiamo completata.
La più grande opera idraulica di tutto il pianeta. La Diga delle Tre Gole sul Fiume Azzurro.
(2006)
Due figli sono troppi.
Noi siamo troppi.
Siamo talmente tanti che il governo è disposto a fare di tutto per scoraggiare e impedire la crescita della popolazione. "Politica del figlio unico", la chiamano.

Disposto a fare di tutto. 
Anche ad uccidere le madri disubbidienti? Anche ad uccidere me?

Forse esisto o forse no.
La mia storia è vera o forse no.
Il mio nome è Zhonghua Sun o forse no.

Non lo saprete mai. Ma non lasciate cadere il dubbio.

(2001)
Dopo il rigido Scalfaro io, la Repubblica Italiana, do il ben venuto ad un nuovo Presidente: Carlo Azeglio Ciampi. 
Imprescindibile la figura della di lui moglie: la sempre presente signora Franca.
(1999)
Ve lo ricordate Giuliano Dottori e il suo video fatto con tanti spezzoni inviatigli via email?
No?
Allora rileggete questo post.

La raccolta del materiale si è conclusa ed il video è stato montato.
Questo è il risultato finale.

Salgo sulla carrozza, cerco un posto e mi metto seduta.
E' solo un piccolo viaggio. Da Nord a Sud.

Per la prima volta dopo 50 anni si riaprono i collegamenti ferroviari tra le due Coree.
(2007)
Patalice
Vivo e lavoro a Kabul.
Sono italiana e collaboro con Care International.

Esco da una lezione di yoga e mi rapiscono.
Nel mio paese non ne parla quasi nessuno.
(2005)
Un'ora per decidere quale regalo prendere al nipote adorato.
Cinque minuti perché lui lanci il suddetto regalo dal balcone, facendolo schiantare a terra in mille pezzi.

Dico tutto.
Confesso tutto.

Il mio amico. Sua moglie. I gioiellieri. Le prostitute. Le guardie giurate. Le donne nei gabinetti del treno.
E poi ancora altri.
Venti. Sono venti. Devono essere venti.

Li ho uccisi io. Tutti io. Io.
Donato Bilancia.


(1998)
Mi truccano.
Sistemano le luci e poi accendono la telecamera.
Parlo per 27 minuti.

Ammetto ufficialmente davanti alla mia nazione e al mondo intero l'incidente di Chernobyl.
Sono Michail Gorbačëv.

(1986)
Il bello di scoprire interessanti iniziative online consiste anche nel seguirne gli sviluppi. Il tutto con la curiosità e l'occhio benevolo della zia. Zia giovane, gnocca e svitata. Ça va sans dire.

Ed è per questo che vi propongo il backstage della parte di Erasmus 24_7 dedicata a Berlino.
Un filmato di pochi minuti che mette allegria, aumenta la curiosità circa il risultato finale e promette meraviglie.




Io li amo tutti i protagonisti di questo progetto, sia quelli davanti (Rita ueber alles!) sia quelli dietro la cinepresa. Anzi, ora parlo direttamente con questi ultimi: se avete bisogno di una collaboratrice femminile che se la cavi nella scrittura, conosca l'inglese e il tedesco, regga tranquillamente la birra germanica, e sia capace di mettere lo stucco ai muri scrivetemi, contattami, stagizzatemi. Il mio indirizzo è janecole(chiocciolina)live.it e sono proprio la psicopatica che stavate cercando!

Come? Non stavate cercando nessuna psicopatica? Ne siete proprio sicuri?
Non ho mai fallito.
Per questo hanno scelto me.

Attendo in mezzo alla folla.

Lo vedo. Sparo. Una. Due volte.

Si accascia ma non muore.

Ho fallito.
(1981)
Partecipo ad un sit-in in Piazza Navona.
Si raccolgono firme e si festeggia il terzo anniversario del referendum sul divorzio.

Tafferugli. Spari. Agenti in borghese.

Mi chiamo Giorgiana Masi e muoio a 19 anni.
(1977)
Eseguo il primo trapianto cuore-polmoni.
Sono il dottor Bruce Reitz.
(1987)
Maria viveva con la mamma e i suoi tre fratelli in un enorme palazzo.
I pavimenti erano di marmo e i soffitti riccamente affrescati.
La camera della mamma era grande e luminosa con un imponente letto a baldacchino al centro. I vestiti nel guardaroba erano meravigliosi, fatti di seta e pizzi, ornati da perle e pietre preziose. La piccola Maria amava trascorrere ore in mezzo a tutto quello splendore e, mentre la Tata la sgridava, la sua dolce mamma, invece, si divertiva a darle corda e a giocare con lei. L'avvolgeva in stole di morbido ermellino e le ornava i capelli con diademi e coroncine.
"La mia principessa", la chiamava con amore.
"Un giorno diventerò bella come te?", le chiedeva la piccola addobbata come una damina.
"No, amore mio, un giorno tu diventerai anche più bella"
"E sposerò un uomo bello come il babbo?"
"Sì", le rispondeva la madre con un velo di tristezza ad oscurarle lo sguardo.

I fratelli di Maria erano poco più piccoli di lei: Marco aveva 6 anni, Matteo 4, e Luca 2. Erano vivaci e pestiferi, ma anche divertenti e spiritosi. Portavano tanta allegria nelle stanze dell'appartamento occupato dalla famiglia. Correvano, giocavano a palla, si arrampicavano, cadevano, piangevano, si rialzavano, e ricominciavano a correre.

Quando il cielo era coperto ed i meravigliosi giardini del palazzo si svuotavano dai soliti visitatori, la Tata li portava tutti e quattro a fare una bella passeggiata e a prendere un poco d'aria. Il gioco che veniva proposto loro era  sempre lo stesso: "Mi raccomando, angioletti, non si parla e non si urla, fate finta di essere trasparenti come il cristallo dei lampadari".
La più brava a rendersi invisibile era sempre Maria, donnina docile ed obbediente che veniva ripagata con latte caldo e biscotti al burro, una vera squisitezza.

Una volta a settimana Lui passava a trovarli. Era sempre vestito come un imperatore, aveva il viso buono e trattava i suoi bimbi e la sua compagna con tutto l'amore possibile.
Loro lo chiamavano "babbo". Il resto del mondo "Sua Santità".
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